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DEMETRIO STRATOS




Sono passati trent’anni dalla morte di Demetrio Stratos, ma il suo ricordo e il suo insegnamento non si sono affatto spenti. Qualsiasi etichetta risulta del tutto inefficace per catalogare questo geniale artista e poeta della voce che, nonostante il poco tempo concessogli ha regalato al mondo intero incredibili performance vocali nel senso più ampio del termine e non in semplici termini di arte canora. The Holy Hour.it si unisce a tutti quegli artisti e sostenitori di Stratos e di tutti coloro i quali ne perpetuano l’attività, al fine di ricordare che la musica e l’arte in generale hanno miliardi di volti e di espressioni e che l’incomprensione ingiustificata di talune forme d’arte non è altro che il frutto più amaro dell’ignoranza. Quell’ignoranza che Demetrio Stratos ha combattuto in maniera decisa fino alla fine con la sua arte vera e umana.

BIOGRAFIA E OPERA



Demetrio Stratos (Στράτος Δημητρίου) nasce ad Alessandria D’Egitto il 22 aprile del 1945 da una famiglia di origine greca di religione ortodossa. Già dall’infanzia entra a contatto con i canti arabi e bizantini, discendenti di quell’antica oralità che si perde fra i poemi omerici e la civiltà degli Dei del Mediterraneo. Fino a tredici anni studia pianoforte e fisarmonica presso il prestigioso Conservatoire National d'Athènes. Egli stesso affermò tempo dopo che il fatto di essere nato in Grecia, lo faceva sentire come una sorta di portiere privilegiato di un albergo multietnico nel quale circolavano tutte le realtà e le culture del Mediterraneo. In seguito al colpo di stato repubblicano in Egitto portato a compimento da Gamāl ‘Abd al-Nasser (22-23 luglio 1952), nel 1957 Stratos fu inviato dalla famiglia a Cipro dove continuò e concluse gli studi medi superiori presso il Catholic College of the Holy Land di Nicosia.



Nel 1962 Stratos si trasferisce a Milano per iscriversi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e qui entra pienamente a contatto con quella realtà musicale, che sull’onda del successo dei Beatles stava coltivando proseliti in tutto il paese. Stratos conosceva bene il rock’n’roll, genere al quale si dedicherà fino alla fine, ma è nella Milano degli anni Sessanta che inizia a farsi conoscere come session-man, specialmente come pianista e organista. Nella fattispecie su quest’ultimo strumento, Stratos si distinse fra altri sedicenti musicisti per il suo approccio professionale ad uno strumento così complesso come l’organo Hammond. La prima fase del movimento Beat italiano si contraddistinse per l’enorme proliferazione di band (che in passato venivano definite complessi) che però in molti casi erano composte da semplici dilettanti allo sbaraglio che, sull’esempio dei Beatles, credevano che il mondo della musica poteva essere ad appannaggio di tutti coloro che sapevano imbracciare una chitarra ed un basso e che erano capaci di strimpellare qualche accordo. Molte furono le meteore che caddero nell’oblio, altri gruppi resistettero e in tempi successivi si evolsero verso soluzioni musicali differenti come la PFM.

Già nel 1963 Demetrio Stratos aveva fondato un gruppo col quale si esibiva in feste da ballo e in locali. Il suo esordio come vocalist avvenne per caso, dovendo sostituire un cantante durante una serata. Nel 1967 entra a far parte de I Ribelli, una delle band più quotate del rock italiano, grazie alla presenza dell’eversivo cantante e leader Adriano Celentano, in qualità di organista e pianista.



Stratos divenne molto celebre al grande pubblico per la sua inedita performance vocale di Pugni Chiusi, brano scritto per lui da Ricky Gianco, che ben presto divenne un inno della seconda metà degli anni Sessanta. Anni dopo il poeta e docente Umberto Fiori, che durante gli anni Sessanta aveva militato come cantante e chitarrista del gruppo Stormy Six, parlando proprio di questo brano, affermò che già in nuce si ravvisava il complesso stile vocale di Stratos, il quale tendeva ad incastonare nell’italiano, le forme foniche della nativa lingua greca.

In seguito alla prova canora di Pugni Chiusi, Demetrio Stratos fu contattato dal jazzista Giorgio Gaslini che lo volle per una sua opera teatral-musicale, dedicata al movimento beat, progetto che poi naufragò per motivi organizzativi. Nel 1970 Stratos lascia i Ribelli e si sposa con la compagna di università Daniela Ronconi, dalla quale ha la figlia Anastassia. Proprio osservando la figlia durante la cosiddetta fase di lallazione (4°-5° mese di vita) Stratos inizia i suoi studi sulla voce, studi che lo porteranno a scoprire un vero e proprio universo ignorato. Durante questa fase, Stratos si accorse che la figlia giocava e sperimentava con la sua voce, per poi accorgersi che, per organizzare la parola, si veniva a perdere tutta quella ricchezza orale dei primi anni di vita. Questa osservazione sarà alla base di tutte le speculazioni scientifiche e psicologiche derivate dagli studi di Demetrio Stratos.


Demetrio Stratos con la figlia Anastassia

GLI AREA

Dopo una breve collaborazione con l’etichetta Numero Uno di Mogol, per la quale incise il brano Daddy’s dream nel 1972, Stratos fonda il gruppo degli Area International POPular Group, semplicemente conosciuto come Area, col quale scriverà una delle pagine più avveniristiche della storia della musica. La prima formazione comprendeva oltre a Demetrio Stratos alla voce, il flautista e sassofonista Victor Edouard Busnello, il virtuoso batterista Giulio Capiozzo, il bassista Patrick Djivas (attualmente nei PFM), il pianista Patrizio Fariselli e il chitarrista Paolo Tofani (proveniente dalla band I Califfi). Entra a far parte di questo cenacolo anche Gianni Sassi in arte Frankenstein, grafico, esponente del movimento Fluxus e fondatore della casa discografica Cramps, in qualità di grafico e di paroliere. I testi degli Area al pari della loro musica si distinguono per una forte carica di allegorismo, specialmente in chiave socio-politica.


Gianni Sassi

Da un punto di vista stilistico la band fu oggetto di discussioni spesso animate: c’è chi li definiva una progressive band, chi uno dei primi gruppi antesignani della world music. Al di là di queste banali disquisizioni, gli Area rappresentarono il momento di maggior libertà ed aggressività della musica italiana e non solo, proponendo un’ottima musica, elaborata e selvaggia, poetica e politica.



Nel 1973 esce il primo album Arbeit Macht Frei, un titolo che già da solo è capace di evocare sinistri fantasmi e accese discussioni. Già appare chiaro il manifesto della band attraverso cavalli di battaglia quali Luglio, agosto, settembre (nero), la cui musica riprende una canzone popolare della Macedonia, mentre il testo affronta la drammatica questione palestinese. L’uscita dell’album fu caratterizzata da aspre critiche e da incomprensioni, specialmente con la PFM, la quale accoglierà fra le sue fila l’allora bassista degli Area, Patrick Djivas, il quale verrà poi sostituito dal geniale Ares Tavolazzi (proveniente dai The Pleasure Machine). Dopo la defezione di Djivas, si registra anche quella del polistrumentista Busnello. Nonostante tutte le critiche e i problemi di line-up, gli Area riuscirono a presentare il proprio lavoro d’esordio in Francia e in Spagna, senza contare l’esibizione al centro sociale Leoncavallo e al Parco Lambro di Milano. In seguito la band si prende un periodo di pausa per perfezionarsi: Stratos collabora con i ricercatori di glottologia della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova e prende contatti col Centro di Musica Sperimentaledell’Università di San Diego, in California, mentre il batterista Giulio Capiozzo si reca negli Stati Uniti per affinare il suo drumming già di per se sbalorditivo.

Nel 1974 esce Caution Radiation Area, album che fu accolto dalle solite critiche e dal largo consenso del pubblico. Fra i brani più celebri spicca Cometa Rossa, una rivisitazione moderna di un pezzo popolare cretese, nel quale Stratos fonde numerose tecniche vocali tra le quali quella mongola e quella iraniana. In seguito la band comincia ad intraprendere progetti paralleli. Demetrio Stratos produce due ottimi lavori solisti quali Metrodora (1976) e Cantare la voce (1978), nei quali esprime pienamente tutte le sue potenzialità, in modo estremo e diretto, raggiungendo esiti mai concepiti prima.


John Cage

Il 1974 è anche l’anno in cui Stratos aderisce pienamente al pensiero del compositore americano John Cage, del quale propone una personale rilettura di Sixty-Two Mesostics Re Merce Cunningham, per la collana Nova Musicha. Come ebbe modo di affermare successivamente lo stesso Cage, gli esperimenti di Stratos lo lasciarono enormemente impressionato, tanto da indurlo a comporre dei versi per lui, secondo la struttura dei mesostici, da lui ideata.



Il mesostico è un gioco linguistico, costituito da versi in cui la frase verticale s’interseca con quella orizzontale. I mesostici s’intersecano nel mezzo del testo e non con le lettere iniziali come invece avviene nell’acrostico. Oltre all’influenza di John Cage, Stratos trae spunto anche dall’insegnamenti del commediografo, scrittore e autore teatrale francese Antonin Artaud.


Antonin Artaud

Quest’ultimo, ideatore del cosiddetto Teatro della Crudeltà, rappresenta il tramite fra le prime esperienze sonore condotte dalle grandi avanguardie e la loro ripresa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con Artaud non è più solo la voce che sperimenta in maniera grottesca e delirante, ma anche il corpo. Facendo tesoro di questi insegnamenti, Stratos propone una personale rilettura di una performance di Artaud, censurata dalle autorità francesi nel 1948 (clicca qui per vedere).

Durante l’esperienza con gli Area, Stratos migliorò notevolmente la propria emissione vocale. Tale miglioramento fu dovuto anche al suo interessamento per le tecniche vocali orientali, specialmente quelle tibetane e mongole come le diplofonie e le triplofonie. Stando ai suoi dati, Stratos concepiva addirittura la possibilità, per nulla remota, di emettere anche quattro suoni con un solo flusso d’aria egressivo, le cosiddette quadrifonie. Scardinando i classici concetti e preconcetti sulla voce ed abolendo qualsiasi discorso di stile, Demetrio Stratos arrivò a concepire l’idea di voce-musica, presa nella sua individualità, tenendo conto di tutto il materiale fonico, anche quello considerato di scarto come le stonature. Gli Area rientrano in studio e sempre nel 1974 danno alle stampe l’album Crac, che pur presentando il solito sound, risulta inferiore ai due precedenti capitoli. A questo segue nel 1976 l’album Maledetti il quale si trova a dover fronteggiare il nascente movimento punk che, con la sua sfrontatezza e semplicità aveva messo quasi del tutto a tacere le vecchie glorie del rock più impegnato. Parallelamente a questo album, Stratos collabora con Giulio Stocchi e Gaetano Liguori per un progetto solista volutamente politico, riguardante la situazione del campo profughi di Tal al Zataar in Libano. Desideroso di studiare anche scientificamente i meccanismi della voce, preposti alla produzione del suono, Demetrio Stratos nel 1977 inizia a collaborare con Franco Ferreri, un esperto di foniatria e ricercatore presso il C.N.R. dell’Università di Padova. Grazie agli esperimenti condotti da Ferreri venne stilato un quadro d’insieme molto esauriente delle enormi possibilità della voce di Stratos. I suoni da lui emessi, mediante la vibrazione delle corde vocali in diverse posizioni articolatorie, riuscivano a creare delle risonanze che sembravano bitonali. Con la semplice vibrazione delle corde vocali riusciva ad emulare il suono di uno scacciapensieri, e questo senza alcuna variazione di frequenza. Di contro riusciva a produrre dei fischi senza far vibrare le pliche laringee. Ma l’aspetto più inquietante derivato da questi esperimenti, è che Stratos riuscì a raggiungere l’estensione vocale di 6000 hz superando abbondantemente i limiti massimi consentiti dalle corde vocali (1000-1200 hz).

Dopo l’uscita di Anto/Logicamente (1977) e di Gli Dei se ne vanno, gli arrabbiati restano (quest’ultimo pubblicato per casa discografica Ascolto nel 1978), Stratos lascia gli Area per dedicarsi esclusivamente ai suoi progetti. Nel 1979 interpreta Le Milleluna, con il testo di Nanni Balestrino e senza dimenticare il rock, quel genere dal quale era partito, partecipa insieme al chitarrista degli Area, Paolo Tofani, all’ex PFM Mauro Pagani e ad altri musicisti al grandioso Rock’n’roll Exhibition, un tribut-concert dedicato ai grandi maestri del rock dal 1955 al 1961.


Rock’n’roll Exhibition

Il concerto fu interrotto per l’aggravarsi delle condizioni di salute di Demetrio che lunedì 2 giugno 1979 venne ricoverato nel reparto ematologico dell’Istituto Granelli del Policlinico di Milano per un’aplasia midollare, le cui cause risultavano sconosciute. Le condizioni di salute continuavano a peggiorare tanto da rendere necessario il suo trasferimento presso il Memorial Hospital di New York. Nonostante tutti gli sforzi compiuti, compresa l’organizzazione di un concerto per raccogliere i fondi necessari per pagare la sua onerosa degenza medica, Demetrio Stratos muore il 13 giugno 1979 stroncato da un collasso cardiocircolatorio. Il suo corpo è stato tumulato nel cimitero del piccolo borgo di Scipione Castello in provincia di Salsomaggiore Terme.

La notizia della sua morte viene appresa con sconcerto da parte del pubblico. Parole e gesti di cordoglio vengono da artisti come Eugenio Finardi, Renzo Arbore e PFM, i quali questi ultimi gli dedicheranno il brano Maestro della voce. Nonostante la sua prematura morte, l’insegnamento e la grande umiltà di Demetrio Stratos e dei suoi Area sono oggi ancora vivi e tramandati da artisti di grande pregio come Mike Patton, Diamanda Galàs e Romina Daniele. A lui sono tributati concerti e manifestazioni. Il primo concorso intitolato Omaggio a Demetrio Stratos risale al 1995, ideato sotto la supervisione del compositore Aldo Passarini ed organizzato dal comune di Tolentino (MC). Dal 1996 si tiene ad Alberone di Cento (FE) la Rassegna di Musica Diversa a cui hanno partecipato numerose band emergenti dell’underground italiano. Nel 2005 e nel 2007 si è tenuto a Milano il Premio Internazionale Demetrio Stratos, promosso dalla vedova dell'artista, Daniela Ronconi e dall’ex pianista degli Area, Patrizio Fariselli. L’edizione del 2005, dal tema Vocalità e Ricerca è stata vinta da Romina Daniele, mentre riconoscimenti alla carriera sono andati a Diamanda Galàs e Meredith Monk. Sempre in onore di Demetrio Stratos è stato dedicato l’auditorium degli studi di Radio Popolare a Milano.

IL PENSIERO

Il pensiero di Demetrio Stratos è un enigma, poiché Demetrio Stratos è un enigma. Ma lo può essere solo nella misura in cui si parla di in una civiltà così compromessa dalle strutture, invecchiata ed avvizzita nei comportamenti prestabiliti e nell’ottusa burocrazia del conformismo, quale è la nostra. Nessuno è profeta in patria recita il proverbio e paradossalmente, la potente voce di Demetrio ancora oggi risulta ancora poco udita, nonostante i suoi 6000 hz di potenza. Probabilmente, fra qualche migliaio d’anni l’uomo si riapproprierà della capacità di ascoltare e renderà a questo grande maestro il giusto onore. La voce è libertà. E’ questo forse il modo migliore di tradurre il pensiero di Stratos. La libertà dai vincoli del parlare con stile, dando ad ogni termine il giusto valore semantico. Dovendo attenersi a delle regole, l’uomo non è più libero e se non è libero vive male. Giocare con la voce significa dare libero sfogo alla propria vera identità, conoscere meglio se stessi e le proprie potenzialità. In altre parole rinascere una seconda volta.

Non è un caso che l’interesse di Demetrio Stratos per la voce sia partito osservando sua figlia Anastassia, che durante i primi mesi di vita giocava con i primi fonemi. Molti filosofi e poeti hanno sovente considerato la fanciullezza come una fase superiore rispetto alla maturità. Nietsche pose il fanciullo come lo stadio ultimo delle tre metamorfosi di Zarathustra (il cammello, il leone e il fanciullo) e lo stesso poeta Giovanni Pascoli affermava che il fanciullo ha la capacità di cogliere le segrete relazioni fra gli elementi della natura e l’uomo. Stratos ha avuto il coraggio, con la passione di un fanciullo, di andare avanti e di guardare dentro se stesso, superando la vera paura che affligge l’uomo da sempre: la paura di guardare dentro se stesso, di prendere coscienza dei propri limiti e di superarli. Come Ulisse che supera le Colonne d’Ercole, così Demetrio Stratos non si è accontentato della superficie delle cose, e ha voluto guardare dentro esplorando quella dimensione parallela nota eppure ignota a molti che è l’oralità. Se ci si guarda indietro si noterà che la storia dell’umanità è costellata da costrizioni e da gioghi sociali e morali, che hanno bloccato l’essenza stessa dell’uomo. Fin quando l’essere umano non si libererà della strapotere della parola e dalle sue regole non arriverà mai a sentire la sua vera essenza. Nel suo saggio intitolato Diplofonie ed Altro, Stratos arrivò ad affermare che: La voce è oggi nella musica un canale di trasmissione che non trasmette più nulla.

Figuriamoci se Stratos fosse vissuto oggi, in questo clima di barbarie artistica, in cui spacciano per cantanti dei ragazzi formatisi sotto gli occhi di milioni di voyer televisivi. Il quadro non è cambiato affatto anzi è visibilmente peggiorato.

La voce incatenata alla musica può anche essere interpretata sotto un’ottica socio-politica, rappresentando il proletario sfruttato che rivendica la propria identità e che cerca la propria libertà, la propria voce appunto. Ma è più credibile affermare che si tratta di una situazione comune a tutto il genere umano e non solo al proletariato. Da questo punto di vista Demetrio Stratos è stato un vero rivoluzionario riuscendo, in pochi anni di attività, a regalare alla gente non diplofonie, triplofonie o musica contorta e complicata, ma la vera essenza dell’essere umano e a ribaltare tutti quei preconcetti e ipocrisie su cui si è basata e si basa quella che l’uomo chiama realtà.

LINK E FONTI

www.demetriostratos.it
www.pagine70.com
www.youtube.com (spiegazione sulla voce)
www.youtube.com (commento di John Cage)
www.youtube.com (il potere dello scioglilingua)
www.youtube.com (Demetrio spiega l'ambizione dietro al progetto Area)
www.youtube.com (Demetrio Stratos interpret Artaud)
www.youtube.com (Documentario su Demetrio Stratos)
www.youtube.com (Flautofonie, Stripsodie e altro)
www.youtube.com(Area-Live in studio+intervista 1977)
www.giannisassi.org
www.rominadaniele.com
Dialogo a tre voci sul luogo della risonanza

LEMMY


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