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KHORAKHANE'




Significato del moniker….

Ci chiamiamo Khorakhanè perché nati nel 2001 come tribute band a Fabrizio de Andrè, dal 2003 facciamo brani nostri e da cosa è nata cosa compreso Sanremo. Abbiamo carpito l’ispirazione da un brano contenuto nell’album di De Andrè “Anime salve”, ci piaceva la sua musicalità e il suo significato, è una parola in lingua Serbo Montenegrina (lingua rom) che significa “forza di essere vento”.

Quanto ha influito sulla vostra formazione artistica essere una band tributo di De Andrè?

Ha influito tantissimo, in primis sull’attenzione data ai nostri testi, senza mai voler essere paragonati a quello che è il grande maestro, nel nostro piccolo e molto dignitosamente abbiamo cercato di scrivere dei testi legati al sociale cercando di non essere mai scontati. Musicalmente ci ha colpito molto lo stile della PFM fine anni settanta (memorabile la loro tournè con Fabrizio) con violini, strumenti acustici, batteria e basso che spingono sul ritmo.

Gruppo rivelazione nel 2007 al 57° Festival di Sanremo, secondo premio della critica nella sezione giovani, premio MEI come miglior gruppo 2007 Indie POP e molto altro ancora. Cosa vi hanno dato, sotto forma di sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi, questi riconoscimenti?

Intanto una gran soddisfazione perché il lavoro da noi svolto dava i propri frutti. A Sanremo sapevamo di essere un gruppo fuori dalle righe però il premio della critica e gli articoli sui giornali, i premi ricevuti dal MEI per la promozione della musica Italiana all’estero ci hanno spinto ad andare avanti sulla nostra strada.

Quali sono state le vostre principali influenze artistiche, le vostre fonti di ispirazione?

Ovviamente De Andrè ha influito sulla formazione musicale di tutta la band ma ogni strumentista ha dato il suo proprio contributo stilistico. Ci definiamo come un gruppo “folk – pop”, perché uniamo l’orecchiabilità del pop alle sonorità del folk create da strumenti quali violino o fisarmonica.

L’importanza delle liriche; quanto conta per voi scrivere un testo valido da far sposare alle vostre composizioni sonore?

Puntiamo molto sui testi pur sapendo che non è impresa facile. Avere argomenti legati al sociale senza essere banali non è semplice, partiamo da testi scritti da noi o da Mario Ulderigi che spesso sono poesie o racconti che adattiamo alle musiche.

La vostra attività live legata a Milano?

Suoniamo spesso a Milano dato che la nostra agenzia (U.P.R.) è milanese. Suoniamo dunque molto spesso al nord.

Rapporto con Sanremo; come vedete la manifestazione?

Per noi rappresenta una situazione molto bella, molto ben riuscita. Quando ci siamo stati abbiamo suonato ciò che volevamo senza scendere a compromessi radiofonici e, visti i premi e i riconoscimenti, abbiamo fatto la cosa più giusta.

Due parole sul vostro ultimo album “La ballata di Gino” del 2007.

E’ un album che riflette i Khorakhanè per come sono e si mantiene sui canoni del folk rock e folk pop.

Progetti futuri?

Ultimare la registrazione e missaggio del nuovo album e pianificare la partenza del tour che dipenderà ovviamente dalla data di pubblicazione del disco.


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